Alimenti
Melograno: l’ingrediente portafortuna della fine dell’anno
Un simbolo di protezione, fortuna e fertilità
Indipendentemente dal contesto geografico, il simbolismo legato al melograno è da sempre parte integrante della cultura di molti popoli, dal bacino Mediterraneo ai Paesi del Sol Levante.
Dalla scorza coriacea rossa sgargiante, fino all’abbondanza dei semi racchiusi in essa, il melograno è emblema di protezione, fortuna e fertilità.
Fin dai tempi dell’antica Grecia e dell’Impero Ottomano, la rottura di un melograno era considerata messaggera di un destino favorevole: più numerosi i suoi grani, più propizia la futura sorte.
Durante l’Impero Romano, il melograno, scrigno di copiosi chicchi, divenne ambasciatore di fertilità, tanto da essere introdotto all’interno delle cerimonie nuziali.
Nel pragmatico presente, la teca granata diventa augurio di nuovi inizi e il Capodanno il suo zenit di apertura.
Un forziere di benessere: vitamine, minerali e composti fitochimici
Ben oltre la cultura popolare, il melograno è un vero e proprio forziere di benessere e salute: un concentrato di vitamine (C, K, alcune della famiglia B), minerali (potassio, fosforo e magnesio) e composti fitochimici, a cui si ascrivono tutte le sue proprietà salutistiche.
Tra innumerevoli tannini, polifenoli e flavonoidi spicca la punicalagina, il metabolita più abbondante, il cui apice benefico coincide con la sua degradazione, momento in cui viene convertita in acido ellagico, un composto altamente attivo e studiato per le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e potenzialmente antitumorali.
Teatro di una sinergica orchestra fitochimica, il melograno si annovera baluardo di salute contrastando lo stress ossidativo e l’invecchiamento cellulare. Nel metabolismo lipidico, inoltre, gioca un ruolo cruciale nella prevenzione di patologie epatiche e cardiovascolari.
L’albedo: la parte bianca da non trascurare
Spesso trascurata, la nutraceutica di questo frutto non si limita alla ricchezza nei suoi grani, ma si nasconde nell’albedo (parte bianca) che li avvolge.
Le pectine, costituenti della frazione di fibra alimentare solubile, formando un gel viscoso a livello intestinale riducono i livelli di colesterolo ematico e l’assorbimento cellulare di glucosio e, rallentando lo svuotamento gastrico, prolungano la sensazione di sazietà.
Come portare il melograno in tavola
Nell’armonia di una sana e corretta alimentazione, il melograno può essere un fantastico alleato.
I suoi semi possono essere utilizzati all’interno di colazioni e spuntini in abbinamento allo yogurt, ad esempio, la cui parte grassa rallenta ulteriormente l’assorbimento degli zuccheri granata.
Gli stessi grani, insieme all’albedo, potranno anche essere incisive componenti di un’insalatona mista.
Infine, per le cultrici del benessere, il consumo del suo succo sarà un vero e proprio schiaffo anti-aging.