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La mia storia

Chi sono

Come il pongo, e non come le mani, ho lasciato che fossero tempo ed esperienza a modellarmi.

Da sempre rifiuto l'idea di essere mano, desiderosa di plasmare gli eventi al fine del conosciuto, perdendosi ciò che di più bello esiste nell'incertezza: il potenziale delle possibilità.

Dalla passione alla professione

Fin da bambino la passione per la natura e gli animali mi avvicina alla biologia. Nel corso degli studi trovo affascinante ciò che è invisibile agli occhi, ciò che per essere scoperto ha bisogno di intuito e immaginazione.

Mi laureo in Genetica e Biologia Molecolare. La voglia di scoprire, partorire idee e ipotesi e inventare strategie per validarle mi porta a fare dello studio un lavoro.

Studio piccole molecole — RNA non codificanti — capaci di trasformare cellule staminali in motoneuroni: i neuroni che inviano al muscolo il segnale elettrico da cui nasce la contrazione. Non è accademia, è ricerca d'avanguardia per la cura di malattie neurodegenerative come la sclerosi laterale amiotrofica.

Mi dottoro in Genetica e Biologia Molecolare.

Dalla professione all'ambizione

Un pensiero scientifico più maturo e la fame di ambizione mi portano oltreoceano. Mi trasferisco a San Diego, California, dove lavoro tre anni come neuroscienziato allo Scripps Research Institute, ai vertici delle neuroscienze mondiali.

Volendo oltrepassare il limite in cui l'occhio umano si interrompe, nessun organo era più interessante dell'occhio stesso. In quegli anni scopro che modulando piccole molecole di RNA si può modulare la tempistica con cui il nervo ottico si inserisce dalla retina al talamo, nel cervello, durante lo sviluppo embrionale.

L'America non mi insegna solo una lingua: mi insegna ad essere, ad abbattere muri di pregiudizio sociale e culturale di cui spesso non ci accorgiamo nemmeno. Scripps mi insegna a sognare — circondato da premi Nobel e con fondi di ricerca pressoché illimitati, l'unico scoglio fra lo scienziato e il risultato è lo scienziato stesso: le sue idee, la sua intuizione, la sua immaginazione.

Una volta deciso di aver preso e appreso abbastanza da quell'esperienza, faccio i bagagli. Torno a casa.

Il tassello mancante, la Nutrizione

Nei mesi successivi realizzo che la ricerca accademica mancava di una parte fondamentale per il mio lavoro, e l'America di una per la mia vita: il contatto umano.

Conseguo un master in Nutrizione Umana e successivamente molteplici attestati, per districare ogni singolo nodo di questa professione.

Oggi applico il metodo scientifico e l'approccio molecolare per migliorare le condizioni sintomatiche dei pazienti che seguo. La bilancia è uno strumento numerico di quantifica, non l'obiettivo. L'obiettivo siete voi: il vostro benessere, da quando vi svegliate a quando andate a dormire.

Restituire

Infine, parallelamente all'attività nutrizionistica insegno Biologia, Nutrizione, Sanità Pubblica e Sostenibilità Ambientale presso diverse università americane con sede a Roma: sto restituendo ai miei studenti ciò che altri regalarono a me, la conoscenza.

Questo è il mio percorso, l'insieme di esperienze che mi hanno plasmato negli anni e che continueranno a erodere gli strati più superficiali. Questo sarò io, seduto lì davanti a voi.

La mia filosofia professionale

La bilancia è uno strumento numerico di quantifica, non l’obiettivo. L’obiettivo siete voi. Il vostro benessere, da quando vi svegliate a quando andate a dormire

Storie

Le persone che ho seguito

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Sedici chili, ma il numero che conta è un altro

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Il primo passo

Ci vuole coraggio per sbilanciarsi

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